CIRCOLO BOCCIOFILO CASTELVERDE / 50 ANNI DI STORIA

“Eravamo in sei o sette quando abbiamo iniziato, per noi era solo un gioco, una specie di dopolavoro, giocavamo per passare il tempo. E invece oggi siamo qui a festeggiare i cinquanta anni di storia”. Così racconta Giuliano Tonelli, presidente del Circolo Bocciofilo Castelverde, fondato nel 1969 e giunto l’anno appena passato al mezzo secolo di vita. Un traguardo che non poteva essere celebrato meglio che partecipando al campionato di serie A1, la serie A della bocciofila, conquistata dopo la vittoria la scorsa stagione del campionato A2.

Una storia che parte da lontano. “Abbiamo iniziato con un gruppo di amici, avevamo due campetti piccoli piccoli all’aperto, giocavamo così per passare un’oretta – racconta Giuliano Tonelli – tra i primi c’erano, tra gli altri, oltre a me, Mario Grossi, Pierino Franceschetti, Giannino Campolucci; Mario Grossi e Terzilio Belenchia andavano a giocare a Tor Sapienza, già con le regole, hanno iniziato a fare qualche gara. Un giorno mi portarono con loro, ma a me non piaceva il gioco, erano tutte nulle le bocce che giocavo. Poi invece ho iniziato ad appassionarmi, ed è nata l’idea di fare un circolo qua a Castelverde. Gino Cori – il padre di Leonello, che anche lui era con noi sin dall’inizio – ci ha donato questo pezzo di terreno per farci il circolo, ha fatto un bel sacrificio, e per ricordarlo per tanti anni abbiamo organizzato un memorial intitolato a lui”.

Inizia così una storia fatta di passione e sacrifici, gli ingredienti necessari per portare avanti nella nostra zona una realtà come quella del Circolobocciofilo – ma come anche altre realtà del quartiere nate in quegli anni, come la Polisportiva Castelverde – senza aiuti dalle istituzioni.

“Cinquanta anni di gloria, se ripenso a tutto quello che abbiamo fatto” continua Tonelli, il presidente che ha alle spalle una lunga carriera da giocatore, con almeno centoventi primi posti, a livello nazionale e regionale. E di cose in mezzo secolo ne sono capitate. Come quando nel 1985 il tetto del capannone venne giù per la neve, “e là ci siamo rimboccati le maniche e l’abbiamo rifatto da capo”. Fino ad arrivare ad avere, oggi, sessantaquattro iscritti, e a partecipare ai campionati di tutte le categorie, sia a livello regionale che nazionale.

“Quest’anno facciamo per la prima volta il campionato serie A1, la serie A della bocciofila, dopo aver vinto lo scorso anno il campionato A2, la serie B della bocciofila – dice Tonelli – quest’anno i cinquanta anni ci hanno portato al top. Ci siamo regalati una cosa che cinquanta anni fa ce la sognavamo, è un sogno, per noi quello che ha fatto la bocciofila in cinquanta anni è un sogno, non ce lo saremmo mai aspettati di arrivare a un livello così, ci siamo tutti meravigliati. Ci sono società nate anche dopo di noi che sono sparite, noi abbiamo resisto per cinquanta anni e stiamo andando bene, siamo a un buon livello, è una soddisfazione per tutti”.

“Certo – prosegue – a questi livelli è difficile restarci perché servono molti soldi anche solo per affrontare le trasferte, siamo già stati a Milano, Verona, Cagliari, Salerno, Reggio Emilia, Rimini”. E anche se quest’anno il Castelverde è la cenerentola della massima serie, la bocciofila biancoverde non si lascia intimorire dagli avversari più blasonati. “Abbiamo avuto grandi soddisfazioni nella nostra storia, abbiamo vinto tante gare, tante manifestazioni, anche nazionali, come realtà siamo conosciuti un po’ in tutta Italia – dice Tonelli – siamo la società che da anni è stata sempre tra le prime cinque di Roma su novanta circoli esistenti ad oggi, siamo sempre stati riconosciuti per questo”.

Quello che è sempre stato uno dei problemi del circolo è lo spazio. “Per andare bene ci vorrebbe uno spazio maggiore dove poter fare anche altre cose: carte, burraco, ballo, far divertire la gente, si potrebbero coinvolgere più persone, ma purtroppo non abbiamo spazio a sufficienza. Abbiamo fatto una domenica il burraco, mettendo dieci tavoli sul campo, e c’è stata una bella partecipazione”. Anche perché il Circolo bocciofilo da sempre non guarda solo alla parte sportiva, ma anche a quella sociale, come luogo di aggregazione. E lo fa ospitando nei suoi spazi, ad esempio, il centro anziani. Oppure organizzando da tre anni, due volte al mese delle gare con ragazzi disabili. “Ci teniamo molto perché sono tutti bravi ragazzi, meritano tutti, è un piacere starci insieme”, dice Tonelli.

Il circolo nostro a Castelverde è poco conosciuto – prosegue – perché tanta gente pensa ancora che il gioco delle bocce sia un gioco da osteria. Non è così. E’ un gioco serio e molto importate, e anche remunerativo a certi livelli, ci sono campioni che arrivano anche 60-70 mila euro di ingaggio all’anno. E’ un gioco che richiede tanta fantasia, tanta pazienza e tempo, serve allenamento, non bere, la sera prima della gara andare a letto presto, essere riposati, perché le gare durano molto, una volta una gara durò dalle 8 del mattino alle 2 di notte del giorno dopo, ci vuole resistenza fisica. Quando si sta sulla pista al momento del lancio, bisogna essere sempre concentrati al massimo, ci vuole il braccio ma ci vuole anche il cervello per giocare a bocce, devi capire il gioco, le dinamiche, bisogna essere molto tecnici, è dura”.

E a chi pensa che la bocciofila di Castelverde sia un circolo chiuso Tonelli risponde che non è così, e che “ben venga la gente, magari, quando abbiamo fatto il burraco è stato un successo, la gente ha giocato, mangiato ed è stata bene, e così stando qua si impara anche a conoscere il gioco delle bocce”.

(Fabrizio Petrolati)

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